lunedì, gennaio 02, 2017

7 anime che non sono anime


Se avessi continuato la mini rubrica I Can't Believe It's Not Anime, queste sarebbero le serie di cui avrei parlato (beh, grosso modo, ci sono state delle aggiunte e credo che ce ne saranno ancora in futuro, vista la popolarità e l'influenza degli anime). È bello quando gli altri fanno il tuo lavoro per te, no?

Alla prossima
Faust VIII

venerdì, agosto 05, 2016

Manzai 漫才

In Giappone non esiste la stand-up comedy (nemmeno in Italia, diciamoci la verità; in Inghilterra hanno dovuto aspettare gli anni ottanta e l’alternative comedy e adesso il “mercato” è saturo, tant’è vero che gli stand-up comedian sono dappertutto - anche quando apri il frigo, dietro al formaggio ce n’è uno).

Ancora oggi, il modo più comune di fare il comico è il manzai (漫才), che è grosso modo analogo al double act dei paesi anglofoni: c’è lo tsukkomi (突っ込み) che è lo straight man o “quello furbo” e il boke (ボケ) che è il funny man o stooge o “quello scemo”. Dal conflitto di queste due personalità contrapposte nasce la risata. Ai nostri occhi può apparire come comicità semplice o demenziale, che ruota attorno a tre elementi: slapstick, giochi di parole e blue humour (in tre parole, sesso e deiezioni, magari mitigato attraverso allusioni). Questi sono elementi presenti nella comicità di tutto il mondo e presenti anche in Shakespeare, dipende solo da come li presenti.

Possibili ostacoli alla fruizione di questo tipo di comicità sono le differenze linguistiche e culturali che possono essere parzialmente risolti attraverso note esplicative, ma come sappiamo, se devi spiegarla una battuta, non farà ridere come vorresti (ciò nonostante, io non credo all’impossibilità di tradurre l’umorismo che predicano alcuni).

Per approfondire, ecco un glossario della comicità giapponese

PS: Molti manzai konbi (sarebbe a dire duo di manzai) vengono da Osaka e se in un anime o drama c’è qualcuno che fa un sacco di battute, spesso e volentieri parlerà Kansai-ben (l’accento/dialetto di quella regione).


Downtown - The Study of あ / Ah


Downtown - 15 Tsukkomi


Downtown - Five Elements of Comedy

Poi ci sono anche quelli che sperimentano un po’ e fanno sketch o mini pièce teatrali


Rahmens - Japan: The Mysterious Country

 

(part 2)

 

Ah, dimenticavo che anche questo ha origine nel manzai. Sapete tutti a cosa serve, vero?


Alla prossima,
Faust VIII

giovedì, agosto 04, 2016

Warau Salesman


Warau Salesman Episode 5 English Subbed Full HD... di NetworkCartoon

Immaginate. E se Doraemon fosse malvagio? Se i guai causati dai suoi gadget fossero intenzionali e vi facesse fare una fine peggiore di quello che succede spesso a Nobita? Se riuscite a immaginare questo, vi state avvicinando a quello che è Warau Salesman, Il Venditore Che Ride.

Creato da uno degli autori di Doraemon, noto con lo pseudonimo Fujiko Fujio (A), Warau Salesman è una serie di suspense e humour nero in cui, l’eponimo venditore, Moguro Fukuzou, avvicina la sua vittima (pardon, cliente) con l’intento di colmare un vuoto. Almeno così dice. In realtà è un vero e proprio trickster moderno, che riesce a manipolare le persone grazie a qualche forza occulta, con l’intento nascosto di portarli alla rovina (o peggio).

Sappiamo sempre che, in ogni capitolo/episodio, andrà a finire male per l’obbiettivo designato, quello che ci tiene incollati alla pagina/allo schermo è il voler sapere come e quanto.

Virtualmente sconosciuto in Italia, questo inquietante figuro esiste dagli anni sessanta, una cosa che mi lascia di stucco, visti i temi scabrosi di alcuni episodi.


Alla prossima,
Faust VIII

domenica, maggio 31, 2015

giovedì, maggio 14, 2015

Die Ärzte - Unrockbar


Ich hab den Tag so oft verflucht als wir uns kennen lernten
Ich habe alles schon versucht, hab unter dem besternten
Himmel Mexikos dir meine Lieblingsplatten aufgelegt
Du hast dich nicht bewegt, dass hat mich aufgeregt

Du sagst du findest zwar den Beat nicht,
aber Ricky Martin niedlich
Der ist so unappetitlich,
wie wir beide unterschiedlich.

Baby ich kann dich gut leiden,
es ist wirklich wahr
Doch das wird nie was mit uns beiden, eines ist mir klar:

Du bist unrockbar
Du weißt nicht was das für ein Schock war
Meine Freundin ist unrockbar

Wie kannst du bei den Beatsteaks ruhig sitzen bleiben
Wenn dir doch Schlagersänger Tränen in die Augen treiben
Seit du bei mir wohnst schallt jeden Tag Shakira durch das Haus
Ich halt es nicht mehr aus
Ich glaub ich schmeiss dich raus

Du sagst du magst es still und friedlich
Sei doch nicht so ungemütlich
Deine Schmusemasche zieht nicht, pack deine Sachen
Ciao, man sieht sich

Tja, du hast uns schon gesehen vor dem Traualtar
Baby das wird nie geschehen
Du bist ganz und gar

Unrockbar, unrockbar
yeah, yeah, yeah
Unrockbar

doch endlich fällt der Groschen,
und du beginnst zu mochen.

(im hintergrund: Ich glaub ich rock)
Baby sieh es nicht so eng
Fang jetzt endlich an zu bangen
Dann hast du auch bald kapiert, dass der
ROCK DIE WELT REGIERT!!!

Unrockbar, unrockbar, unrockbar
Yeah, yeah, yeah

venerdì, marzo 20, 2015

domenica, agosto 24, 2014

Attack on Titan (Shingeki no Kyoujin)

Cento anni prima dell'inizio della storia, l'umanità scoprì l'esistenza di un nuovo nemico, i Titani (o Giganti, nell'originale giapponese). Questi distrussero le nazioni e spinsero la razza umana fin quasi all'estinzione. Coloro che erano sopravvissuti al massacro si riunirono in una nuova nazione, un vasto territorio delimitato da tre cinte murarie concentriche: Wall Maria, Wall Rose e Wall Sina.

Per circa cento anni, non si è visto più nessun Titano e l'umanità ha vissuto in pace. Ma all'improvviso, il distretto di Shiganshina, alle porte di Wall Maria riceve la visita del Titano Colossale, un mostro alto 60 metri e privo di pelle, che crea una breccia nelle mura e fa entrare i Titani più piccoli di lui. La breccia è poi allargata dal Titano Corazzato, più piccolo di quello Colossale, ma dotato di intelligenza e coperto da una sorta di esoscheletro.

Shiganshina è il luogo dove vive il nostro protagonista Eren Yeager, con la sua sorella adottiva Mikasa Ackerman e il loro amico Armin Arlert. Eren vede sua madre mentre viene divorata da un Titano e la distruzione che questi mostri hanno portato nella sua cittadina e mentre scappa con gli altri all'interno della seconda cinta muraria, Wall Rose, giura di vendicare sua madre e di uccidere tutti i Titani.

L'afflusso di persone verso i territori interni causa carestie e malcontento. I tre si sottopongono ad un addestramento durissimo per entrare nell'esercito e poter così combattere i Titani. Lo faranno con uno speciale equipaggiamento, che fa uso di rampini e propulsori a gas e che permette a chi lo utilizza di muoversi rapidamente in modo tridimensionale. Questo serve perché l'unico modo di uccidere i giganti, le cui ferite si rigenerano rapidamente, è fare un'incisione profonda alla base del loro collo e con l'equipaggiamento un soldato addestrato ci può arrivare (i Titani sono alti, in media, dai tre ai quindici metri).

Dopo cinque anni l'addestramento si conclude e i cadetti devono decidere a quale ramo dell'esercito affiliarsi: c'è la Squadra di Ricognizione, che si avventura nei territori occupati dai Titani (cioè Wall Maria e oltre) per ottenere informazioni e cercare di riconquistarli; la Guarnigione, che fa la guardia alle mura e protegge la popolazione; la Polizia Militare, che risiede nel territorio di Wall Sina e protegge la famiglia reale. Solo i migliori di ogni squadra possono entrare in questo corpo, ma ironia della sorte, sono il corpo che partecipa meno alla lotta contro i Titani, essendo così all'interno della nazione.

Mentre fanno la guardia al distretto di Trost, Eren e gli altri vedono apparire dal nulla il Titano Colossale, che minaccia di ripetere ciò che ha fatto cinque anni prima. I risultati di ciò sarebbero disastrosi, perché porterebbero a non avere abbastanza cibo per tutti e quindi i nostri sono determinati a non perdere anche Wall Rose. Riusciranno il coraggio di Eren, l'eccezionale abilità bellica di Mikasa e il talento strategico di Armin ad impedire la disfatta?

Attack on Titan è un'opera molto interessante, piena di azione, tensione, misteri e continui colpi di scena. Sembra più un telefilm della HBO che un anime. L'aspetto emotivo è importante tanto quanto le battaglie e le due cose sono sempre intrecciate. Ciò che mi ha colpito di più è stato vedere l'atteggiamento di disfatta e d'impotenza dei soldati, che lungi dal farsi illusioni, sanno che affrontano un nemico molto più potente di loro e cercano di tenere a freno la disperazione, mentre vedono i loro compagni cadere come mosche. Pensate a come Hollywood ha raccontato il Vietnam e moltiplicatelo per mille.

Per queste ragioni, non voglio fare spoiler più di tanto e sono proprio curioso di vedere come andrà a finire. Ve lo consiglio.

(per questa recensione, ho visto l'anime, del quale mi piace molto il character design; lo stile del manga non mi fa impazzire, ad essere onesti)

Alla prossima
Faust VIII